Terapia Indiretta Genitori-Figli

La stanza dello psicoterapeuta è un luogo dove, generalmente, i bambini al di sotto dei 12-13 anni non dovrebbero entrare.

Questo è il punto di vista della Terapia Breve Strategica che considera il portare in consultazione psicologica un bambino come un evento potenzialmente dannoso che può dare vita ad un pericoloso processo di “etichettamento diagnostico”: l’essere in cura da uno specialista rischia di far sentire il bambino “anormale”, “malato” o, comunque, “diverso” e può generare conseguenze negative sul suo sviluppo psicologico. È, dunque, importante evitare di utilizzare etichette diagnostiche che “medicalizzano” il bambino e che, anziché, risolvere il problema potrebbero aggravarlo.

Ma quando un genitore riconosce nel figlio un problema psicologico che richiederebbe l’intervento dello specialista cosa può fare?

Si può agire indirettamente attraverso il lavoro con i genitori senza rendere il bambino oggetto di valutazione diretta. Molti dei problemi che emergono nell’età evolutiva  (disturbi precoci del sonno o dell’alimentazione,  fobie, ansia di separazione, disturbi psicosomatici e del comportamento) sono risolvibili attraverso il coinvolgimento di uno o entrambi i genitori, i quali, rappresentano la risorsa principale per un cambiamento positivo e per ripristinare una situazione di benessere del bambino e quindi di tutto il sistema familiare. E’ nella relazione adulto-bambino che si trovano le risorse per le soluzioni più adeguate.

Prima della preadolescenza, quindi, la leva più vantaggiosa per produrre un cambiamento appare la famiglia stessa, piuttosto che la figura esterna del terapeuta. Quest’ultimo si limita a fornire concrete indicazioni di comportamento e ad aiutare i genitori a modificare determinati atteggiamenti (ovvero le loro “tentate soluzioni”) senza che sia necessario vedere il bambino in seduta nemmeno una volta. I bambini hanno tutte le potenzialità per cambiare perché dotati di capacità di adattamento sorprendenti a ciò che cambia intorno a loro soprattutto in rapporto alle figure di riferimento principali.

Nella relazione tra un adulto e il proprio figlio c’è tutto quello che un genitore ha bisogno di sapere per fare bene il proprio mestiere.

BIBLIOGRAFIA

Nardone, Equipe CTS. (2012). Aiutare i genitori ad aiutare i figli. Ponte alle Grazie.